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POLO DEL LITORALE PONTINO

COSA FARE PER OTTENERE L'AFFIDAMENTO

Come diventare affidatari
Per le persone che si propongono per l’accoglienza di un minore in affidamento, il servizio ha predisposto un percorso di formazione e di conoscenza che le accompagnerà verso una scelta consapevole e misurata alle proprie capacità e disponibilità.

Di seguito viene descritto l’iter burocratico da seguire per ottenere l'affidamento.

 

ALCUNE NOTIZIE UTILI

le principali caratteristiche dell’affidamento sono:
-
la temporaneità;
- il mantenimento dei rapporti tra il minore e la propria famiglia di origine;
- la previsione del ricongiungimento del minore con la propria famiglia di origine;
- la progettualità che indica obiettivi, tempi e modalità.

Chi può diventare affidatario di minori
· Coppie con o senza figli sposate o conviventi
- Persone singole
- Non vi sono particolari vincoli di età tra il minore e gli affidatari.
- Non sono richiesti particolari requisiti economici.

Chi può proporre l’affidamento
- gli stessi genitori
- il servizio sociale locale a seguito di denuncia o segnalazione da parte degli organi di pubblica sicurezza
- il tribunale per i minorenni
-l'affidamento diventa esecutivo solo dopo  l’intervento di un organo giudiziario

Chi lo dispone
· I Servizi Sociali locali, previo consenso dei genitori, del genitore esercente la potestà o del tutore, sentito il minore con più di 12 anni e anche il minore di età inferiore in considerazione della sua capacità di discernimento. In questo caso (detto affido consensuale) è reso esecutivo dal giudice tutelare del tribunale Ordinario e può durare un anno, dopo il quale bisogna darne comunicazione anche al Tribunale per i Minorenni competente per il territorio  sulle funzioni genitoriali.
·  Il Tribunale per i minorenni quando i genitori o il tutore del minore non concordano sull’affidamento ritenuto necessario dai servizi sociali (affido giudiziale).

Obblighi degli affidatari
Accogliere nella propria famiglia il minore e provvedere al mantenimento, all’educazione e all’istruzione di questi, tenendo conto delle indicazioni dei genitori o del genitore (se ancora esercente la potestà) o del tutore, ed osservando le prescrizioni stabilite dall’autorità affidante. In ogni caso l’affidatario esercita i poteri connessi con la potestà parentale in relazione agli ordinari rapporti con la scuola e le autorità sanitarie.

Chi sono i minori affidati
I minori che vanno in affidamento familiare possono avere qualsiasi età al di sotto dei diciotto anni anche se, prevalentemente, ci si riferisce a bambini e ragazzi di età scolare, talvolta già adolescenti, italiani, ma anche stranieri, che appartengono ad un nucleo familiare di origine che non è momentaneamente in grado di occuparsi delle esigenze materiali e psicologiche del minore, ma che è ritenuto ugualmente di importanza fondamentale per il minore stesso.
Dunque, i minori che vanno in affidamento familiare non si trovano in esplicita ed evidente condizione di abbandono morale e materiale da parte delle famiglie di origine.
A causa delle complesse vicende familiari, negli affidamenti giudiziari, sovente, il minore ha già vissuto l’allontanamento dalla propria famiglia di origine, sperimentando esperienze di inserimento in Comunità di Accoglienza o precedenti esperienze di affidamento familiare. Pertanto, al momento di avvio di un progetto di affidamento familiare è possibile che il minore provenga:
- dalla famiglia di origine
- da una Comunità di Accoglienza
Secondo le specifiche situazioni è possibile che il minore vada in affidamento familiare congiuntamente a dei fratelli e/o sorelle, così come è possibile che abbia dei fratelli e/o delle sorelle che permangono nel nucleo familiare di origine o che sono inseriti in Comunità di Accoglienza o che sono anch’essi in affidamento familiare presso altri affidatari. Il mantenimento dei rapporti con la famiglia di origine, ovviamente, implica la continuità di rapporto con tutte le figure familiari ritenute significative per il minore, secondo quanto previsto dal progetto di affidamento.

Le famiglie d'origine dei minori affidati
Le famiglie di origine dei minori affidati sono famiglie in difficoltà, spesso conosciute dai servizi sociali, con problemi e bisogni di varia natura per cui non sono momentaneamente in grado di occuparsi adeguatamente del proprio figlio e di garantirgli un adeguato sviluppo psico-fisico, ma che in ogni caso sono ritenute capaci di attivarsi, se adeguatamente sostenute, e promuovere azioni di cambiamento per recuperare le proprie competenze genitoriali.
Sono famiglie che hanno elaborato direttamente, o indirettamente, una richiesta di aiuto che va presa in considerazione con attenzione  e rispettata. Quando la famiglia di origine è consapevole delle proprie difficoltà elabora direttamente una richiesta di aiuto ai servizi sociali competenti, ponendo le condizioni per un affidamento familiare consensuale. Quando la famiglia di origine non è consapevole delle proprie difficoltà, e si pone un’esigenza di tutela del minore, interviene il Tribunale per i Minorenni nell’esercizio delle proprie competenze, ponendo le condizioni per un affidamento familiare giudiziale. In nessun caso, comunque, un provvedimento di affidamento familiare si pone con obiettivi punitivi, bensì, sempre, come la tappa di un processo di aiuto rivolto al minore ed alla propria famiglia di origine, garantendo il principio legislativo del diritto del minore a crescere nella propria famiglia.

ASL Roma H
Provincia di Roma
Regione Lazio
L'affidamento familiare